Si apre in una nuova scheda

Il posizionamento sui motori di ricerca: cosa serve tenere a mente per fare SEO oggi (e come entra in gioco l’AIO)

--:--

Vogliamo condividere un pensiero e anche un po’ di ansietta: se prima per posizionare un sito sui motori di ricerca c’erano regole SEO precise, oggi c’è il rischio che l’AI (sì, sempre lei) scassi tutto.

Facciamo un passo indietro. Prima l’obiettivo era essere i primi della lista su Google e aumentare il traffico qualificato verso il sito web. Per farlo servivano keyword, contenuti ben strutturati e ottimizzazione tecnica. Oggi tutti stiamo iniziando a interrogare direttamente l’AI o ci soffermiamo sulla cosidetta AI overview: quel paragrafo che Google stessa integra all’inizio dei risultati.  In effetti, i dati ci dicono che nel 2025 il traffico portato da Google verso i siti web è calato del -33% rispetto all’anno prima (fonte Reuters Institute). Per questo si inizia a parlare di AIO – Artificial Intelligence Optimization o GEO – Generative Engine Optimization. 

Nella SEO, come per l’AIO o GEO, i contenuti di qualità sono più che mai validi

Con grande gioia dei copywriter, grazie alla presa di coscienza definitiva del linguaggio naturale da parte di Google, possiamo dichiarare morto e sepolto il keyword stuffing: niente più paragrafi sgrammaticati e parole che si ripetono all’infinito.  Oggi i motori di ricerca premiano i contenuti di qualità, le informazioni chiare e complete, le pagine che si rivelano utili all’utente (e lo dimostra il tempo di permanenza sulla pagina stessa).
La buona notizia è che questo modo di fare strizza l’occhio anche all’AI. 

Cosa cambia con l’AI e l’AIO

Se le persone chiedono a Copilot e ChatGPT “quanto tempo ci vuole per far bollire la pasta” o scrivono su Google “ricetta carbonara” e poi la leggono nell’AI overview, in teoria possiamo scordarci che vadano a vedere la ricetta che abbiamo caricato sul nostro blog di cucina. 
Nell’AI overview Google aggiunge i link diretti alle fonti, ma per ora non esistono regole chiare su come vengono selezionate. È ragionevole pensare che siano determinanti: 

  • Chiarezza del contenuto. 
  • Coerenza tematica.
  • Qualità informativa. 
  • Esempi. 
  • Struttura logica e ordinata.

Ad esempio, questo paragrafo con l’elenco puntato piacerebbe all’AI perché è facile da citare (e anche a noi, che vogliamo sempre la risposta pronta e veloce).

Che differenza c’è tra SEO e AIO

Per andare sul pratico possiamo dire che:
🡪 La SEO è un’attività che punta a farti trovare dall’utente.
🡪 L’AIO è un modo di strutturare il contenuto perché possa essere capito, pescato e citato dall’AI (e quindi letto dall’utente).
Questa distinzione guida le scelte editoriali e in particolare l’idea che la qualità dell’informazione sarà determinante. Gli esperti di questo tema lo stanno ripetendo in tutte le salse: i nuovi contenuti dovranno essere informativi. E fatti per bene.

SEO vs AIO: di cosa deve tenere conto chi scrive contenuti?

 Se la strategia SEO si focalizza su:
  • keyword
  • organizzazione del contenuto in pagina (i tag)
  • link
  • ottimizzazione delle immagini
  • …e ora anche accessibilità

La strategia AIO dovrebbe: 

  • Valorizzare l’aggiunta di definizioni chiare
  • Rispondere a domande esplicite (ad esempio il titolo di questo paragrafo)
  • Privilegiare la struttura dei contenuti
  • Offrire un contesto completo
  • Proporre esempi

Cosa stiamo facendo noi Magoot per ora?

Il contesto in cui lavoriamo è in continuo cambiamento e i cambiamenti, si sa, ci piacciono un sacco: permettono di costruire, cambiare, inventare, creare. Quindi NO panic! prima di tutto. 
Noi stiamo aumentando la qualità di quello che scriviamo. Ci facciamo aiutare dall’AI nella ricerca e per compiti ripetitivi, ma non certo nella scrittura creativa, che risulterebbe poco…informativa, come alla stessa AI piace.

Il paradosso dell’AIO e dell’AI

Sì, è un paradosso a tutti gli effetti: da un lato l’AI avrebbe le potenzialità per cancellare alcune professioni, come quella del copy, ma senza i copy che producono contenuti originali, si rischia di non comparire nel risultati dell’AI stessa.
Qualità editoriale e chiarezza informativa diventano dunque un dovere, oltre che una necessità per emergere nei risultati.  

Una nuova domanda per i digital strategist e i content creator

Non che sia una metrica standard, indicata da Google come per la SEO, ma potremmo iniziare a chiederci: “questo contenuto è abbastanza chiaro e autorevole da essere usato come riferimento dai sistemi di risposta AI?”.
Ce lo siamo chiesti per questo articolo e la risposta è: “per ora, con quello che sappiamo, sì!”.

Infine, un pensiero fuori dal coro: l’offline come soluzione preventiva

Quando riusciamo a intercettare le persone prima del loro arrivo sul web, aumentiamo la probabilità che più tardi ci arrivino con un intento già transazionale, ovvero sapranno già che cosa vogliono acquistare. In questo caso cercheranno, ad esempio: “Magoot agenzia di web marketing”. 

Ecco che ritorna importante più che mai la necessità di costruire una relazione e un desiderio usando mezzi di comunicazione diversi dal web. 

Nei prossimi mesi lavoreremo con questo obiettivo a eventi live, pubblicità offline, video, whatsapp marketing!  

Lavora con noi!

In questo momento non abbiamo ricerche attive, ma non rinunciare a scriverci: quando incontriamo la persona giusta per far parte della squadra, uno spazio lo troviamo! 

    Carica il tuo CV*

    Carica il tuo portfolio

    Grazie!
    Abbiamo ricevuto la tua candidatura.

    Ti chiediamo ancora un po’ del tuo tempo per compilare il questionario attitudinale: è uno strumento che usiamo per capire come si incrociano le nostre strade ancora prima di incontrarci di persona. Lo trovi qui. 

    Vai al questionario

    A presto!
    Il team Magoot